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SAPETE COS’E’ LO S.B.A.? (ovvero come ottenere dall’Europa aiuti per i giovani Avvocati)
9 febbraio 2012
S.B.A. è Small Business Act, la sintesi della Politica Europea degli aiuti alle Piccole/Medie/Micro Imprese.
Nella totale inerzia del nostro Consiglio dell’Ordine in merito, ho cercato di trovare il modo di fornire la soluzione ad almeno uno dei problemi dell’Avvocatura, specialmente dei più giovani, quello finanziario, approfondendo il tema della Politica Europea di aiuti alle PMI, verificandone lo stato di attuazione in Italia, la possibilità di accesso, sollecitata dall’amico Prof. Avv. Giulio Prosperetti, relatore in un convegno sul tema.
Vi domanderete cosa hanno in comune Avvocati e PMI. È necessario partire da un dato di fatto: per l’Europa i Professionisti, anche quelli Intellettuali, sono Imprese, ovviamente con regole proprie ben diverse da quelle di mercato.
In particolare per gli Avvocati, infatti, l’Europa continua a riconoscere, quali elementi essenziali dell’esercizio della Professione, l’AUTONOMIA, la PERSONALITÀ, la FIDUCIA, la SEGRETEZZA.
Non bisogna quindi avere paura di ribadire che, nella ripartizione fra i tipi di attività economica, gli Avvocati ormai vengono considerati imprenditori. Appartengono quindi alla categoria delle PMI, generalmente piccole o microimprese (che possono essere anche individuali).
L’Italia ha già dato attuazione alle prescrizioni Europee in merito, grazie anche alla spinta del Commissario Europeo, On. Antonio Tajani, ed ha nominato, prima in Europa, Mr. PMI Italia. Mi sono chiesta come mai in un periodo di profonda crisi per i Professionisti, ed in particolare dei più giovani, non si sia studiata la possibilità di consentire loro l’accesso agli aiuti previsti, soprattutto relativamente al credito ed ai finanziamenti.
Devo a questo punto ringraziare la collega e carissima amica parigina Béatrice Ghelber, Vicepresidente della Cassa Forense Francese, il Collega e caro amico Aldo Minghelli e, con particolare affetto, i tre giovani colleghi, Avv.ti Alessia Guerra, Fabiana Canale e Roberto Maria Meola, che hanno sacrificato tempo libero ed energie per approfondire l’argomento.
Abbiamo verificato che nulla osta alla richiesta, anche da parte degli Avvocati, di tali aiuti, sia in caso di Studi individuali sia in caso di Studi associati.
Stiamo pertanto predisponendo i moduli che dovranno essere presentati per la richiesta, pronti a ricorrere all’Antitrust o ad esperire i rimedi Europei in caso di diniego.
Ovviamente la materia sarà oggetto di apposito convegno, dove verranno meglio illustrate normative, tipologie, finalità e intermediazione, tenuto conto che ad oggi della gestione di questo settore si è occupata unicamente Confindustria, la quale, molto probabilmente, ne estenderà il campo di applicazione anche alle Professioni Intellettuali ed, in particolare, all’Avvocatura, una volta create apposite società di capitali, sostenendo, ovviamente, che solo in quanto società gli Studi professionali possono essere ammessi agli aiuti…
Perché ne scrivo solo oggi?
Perché sono appena rientrata da Bruxelles, dove ho partecipato, quale Segretario Generale di A.L.P.E. Europe, alla presentazione in Commissione Europea – D.G. Mercato Interno e Servizi, della proposta definitiva della C.E. di Modernizzazione della Direttiva Qualifiche Professionali; in tale occasione, parlando con Jurgen Tiedje, Chef d’Unité Libera Circolazione delle Professioni e responsabile della Modernizzazione, ho avuto conferma di tale possibilità, così come del fatto che in Europa non si sappia nulla di ciò che in Italia viene contrabbandato come imposto dall’Europa stessa in tema di liberalizzazioni, sia nel senso che l’Europa vuole solo garantire la libera circolazione e il diritto di stabilimento dei professionisti intellettuali di ciascuno dei 27 Stati in tutti gli altri, sia nel senso che hanno saputo dall’Italia che le “liberalizzazioni” italiane vengono presentate come “riforme strutturali”…
Perché non si è informata l’Europa di quella che è la realtà anche numerica degli Avvocati italiani? Perché non si sono informati gli Avvocati italiani di quello che in realtà vuole l’Europa?
Mi auguro che il futuro Consiglio dell’Ordine di Roma si faccia finalmente promotore di questa campagna di informazione, assolutamente necessaria ed assolutamente improcrastinabile.















