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	<title>La Lista Mauro Vaglio</title>
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	<description>La Lista degli Avvocati per gli Avvocati</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Feb 2012 08:22:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Confermato l&#8217;esito del primo turno</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 02:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Vaglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lalistamaurovaglio.it/?p=962</guid>
		<description><![CDATA[Grazie di cuore all&#8217;Avvocatura romana. 13 candidati della Lista Mauro Vaglio sono stati eletti Consiglieri dell&#8217;Ordine. Il voto del ballottaggio ha confermato l&#8217;esito del primo turno con 13 Consiglieri per la Lista Mauro Vaglio. Per vedere i risultati finali vai <a class="read_more" href="http://www.lalistamaurovaglio.it/articoli/962/">continua a leggere...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie di cuore all&#8217;Avvocatura romana.</p>
<p>13 candidati della Lista Mauro Vaglio sono stati eletti Consiglieri dell&#8217;Ordine.</p>
<p>Il voto del ballottaggio ha confermato l&#8217;esito del primo turno con 13 Consiglieri per la Lista Mauro Vaglio.</p>
<p><span style="color: #ff0000; font-size: large;">Per vedere i risultati finali vai su <a title="www.maurovaglio.it" href="http://www.maurovaglio.it" target="_blank">www.maurovaglio.it</a></span></p>
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		<title>I sacrifici dei professionisti e dei lavoratori e lo spreco autorizzato dal Governo Monti. Lo scandalo delle “auto blu”</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 19:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Bruni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio precedente articolo: “La pistola fumante della Confindustria” terminava con queste parole: “ora tocca a noi: chi sarà il prossimo?” Le recenti notizie che parlano dell’abrogazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e le recentissime indiscrezioni apparse oggi su <a class="read_more" href="http://www.lalistamaurovaglio.it/articoli/i-sacrifici-dei-professionisti-e-dei-lavoratori-e-lo-spreco-autorizzato-dal-governo-monti-lo-scandalo-delle-%e2%80%9cauto-blu%e2%80%9d/">continua a leggere...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio precedente articolo: “La pistola fumante della Confindustria” terminava con queste parole: “ora tocca a noi: chi sarà il prossimo?”<br />
Le recenti notizie che parlano dell’abrogazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e le recentissime indiscrezioni apparse oggi su La Repubblica secondo cui sarebbe avvenuto un colloquio riservato ed ultra segreto tra il premier Monti e Susanna Camusso, leader della CGIL, fanno comprendere come la morsa si stia stringendo anche sui lavoratori dipendenti, che probabilmente dovranno rinunciare a questa forma di tutela.<br />
Sarebbe interessante aprire un dibattito sulla globalizzazione ed in particolare sul dilemma che si è aperto nel mondo occidentale circa l’abbattimento dei propri sistemi di tutele per i lavoratori al fine di restare competitivi a livello globale.<br />
In maniera più concreta, quello che invece vorrei evidenziare è che il Governo “tecnico” sembra voler procedere ad alcune riforme sostanzialmente inutili ai fini della competitività e della concorrenza interna (per non parlare dell’incidenza sul PIL o sui risparmi dei consumatori), come ad esempio l’abrogazione delle tariffe forensi e l’obbligo della redazione dei preventivi, mentre non interviene sui costi della politica che sarebbero più facilmente aggredibili e che comporterebbero un enorme risparmio di costi.<br />
In particolare, oggi mi vorrei occupare dei costi delle cd. “auto blu”.<br />
Il Formez (Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l&#8217;ammodernamento delle P.A), su incarico dell’ex ministro Brunetta nel 2010 stimava (dati riferiti al 2009) circa 4 miliardi di euro annui di spesa per auto Blu, distinte in Blu, Blu-Blu e Grigie, dato reperibile alla pagina web relativa al “Monitoraggio Formez auto blu nella P.A.”: http://www.formez.it/notizie/monitoraggio-auto-blu-nella-pa.html-2, oltre ad essere riscontrabile nella notizia ADN Kronos del 14 luglio 2010, e negli articoli del Corriere della sera del 26 giugno 2010, Ilsole24ore del 14 luglio 2010, Il Giornale del 15 luglio 2010, Libero del 14 luglio 2010). Circa metà delle amministrazioni pubbliche non aveva fornito risposta al questionario alla data del 7 luglio 2010. Nessuna fu sanzionata.<br />
L’ex ministro Brunetta, il 28 marzo 2011, emanò una seconda direttiva in materia di contenimento e razionalizzazione della spesa per le autovetture della PA, promuovendo l&#8217;avvio di una nuova rilevazione nazionale aggiornata al 31/12/2010.<br />
All&#8217;indagine, realizzata da Formez PA nel periodo 29 marzo-6 giugno 2011, hanno risposto 5.095 enti, pari al 61,6% delle amministrazioni (8.277), fonte webpage FORMEZ http://costopa.formez.it/node/229 . Si noti che secondo la stessa fonte, le pagine web del Formez, le amministrazioni “tenute a rispondere” erano 10354 (e non 8277!!), vedi webpage: http://www.formez.it/notizie/censimento-permanente-auto-blu-possibile-fornire-i-dati-fino-al-31-dicembre-2011.html . E’ significativo rilevare che, secondo il Formez, fra gli enti della PA centrale, in 68 giorni solo il 65% ha fornito una risposta! Anche gli enti della PA centrale sembrano ignorare le direttive di un ministro.<br />
Esclusi i mezzi con targhe speciali e/o dedicati a finalità di sicurezza e controllo del territorio (esercito, carabinieri, polizia, guardia di finanza, forestale, vigili del fuoco, nas) il FORMEZ ha stimato un parco auto pubbliche composto di 72.000 autoveicoli, dei quali: &#8211; 2.000 sono auto &#8220;blu blu&#8221; (di rappresentanza politico-istituzionale a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali); &#8211; circa 10.000 sono auto &#8220;blu&#8221;, di servizio a disposizione di dirigenti apicali); &#8211; le auto dichiarate come &#8220;grigie&#8221;, adibite esclusivamente a servizi operativi, sono 59.700.<br />
Il parco macchine della PA è composto per il 77,6% di auto in proprietà e dal rimanente 22,4% di auto detenute ad altro titolo (noleggio o leasing, noleggio, affitto, comodato).<br />
La spesa stimata per il personale nel 2010 è di oltre 1,2 miliardi di euro, di cui quasi 600 milioni di euro per gli autisti. 72000 auto (escluse le 16000 per servizi di polizia, pompieri, polizia locale, carabinieri); 800 milioni di km annui; 11000 km/anno per auto<br />
Sono 1,8 miliardi di euro circa di costi annui per auto blu stimati da FORMEZ (inclusi 14000 autisti ed altri 21000 addetti al parco auto dichiarati dalle amministrazioni rispondenti). Già FORMEZ, implicitamente, lascia intendere che tale costo sia più realisticamente di 2,3 miliardi di euro.<br />
Considerando le amministrazioni che non hanno risposto, la discrasia riscontrata dal FORMEZ fra i dati PRA e dati della rilevazione, una stima più probabile attesta i costi delle auto blu intorno ai 3 miliardi di euro.<br />
E’ interessante la lettura comparata delle due indagini in materia realizzate dallo stesso ente, il FORMEZ, a distanza di un solo anno; nel 2010 stimano 90.000 auto blu e 4 miliardi di costi complessivi, nel 2011 non indicano un costo complessivo ma lo suddividono in voci, pervenendo ad una stima di 72000 auto blu (oltre a circa 16000 autoveicoli in uso alla polizia locale) e ad un irrealistico costo inferiore a 2 miliari di euro. Le due stime, a distanza di soli 12 mesi sono in stridente contrasto, evidenziato palesemente nella seconda stima letta congiuntamente alla webpage http://autoblu.formez.it/datisintesiindagine.htm.<br />
Non è possibile che i costi si siano dimezzati in 12 mesi, stante la sostanziale pari consistenza del parco auto.<br />
Quanto ora riepilogato fa comprendere che ogni anno il costo delle auto blu per il comparto statale supera i 2,3 miliardi di euro (stima minima in un rapporto che giunge ad una stima massima di 4 miliardi).<br />
Appare quantomeno singolare l’atteggiamento di questo e del precedente governo che, a fronte di dati preoccupanti da esso stesso forniti, pare del tutto inerme non solo sul fronte della riduzione dei costi della PA ma finanche dell’imposizione forzosa a ciascuna PA dell’obbligo di comunicazione dei dati relativi ai veicoli in uso ed alla esatta ricognizione dei relativi costi, unita all’indulgenza nei confronti degli amministratori inadempienti.<br />
E che dire poi delle scorte che nella sola Roma (fonte Presa Diretta –RaiTRE- di domenica 5.2.2012) vedono impiegate autovetture e personale delle forze dell’ordine in numero superiore a quello utilizzato per la protezione dei cittadini ed per il contrasto alla criminalità (il programma è impietoso nel descrivere la penetrazione della criminalità organizzata nella Capitale).<br />
E’ ora di dire basta. E’ ora che i nostri rappresentanti in Parlamento chiedano al Governo Monti che siano ripensate tasse odiose come l’IMU sugli immobili e siano eliminate dalla manovra misure dannose per intere categorie di lavoratori come quelle adottate nei confronti delle libere professioni, misure quest’ultime, peraltro, assolutamente inutili, mentre devono essere eliminate le spese per servizi inutili e per mantenere assurdi priviliegi, come quelli descritti in questo articolo.<br />
Siano eliminate e vendute tutte le auto blu, escluse quelle per le più alte cariche e siano eliminate le scorte (escluse quelle per i soggetti minacciati dalla criminalità e per ragioni di terrorismo).<br />
Tutti a piedi e che lor signori utilizzino, a proprie spese, le proprie autovetture regolarmente acquistate, consentendo un risparmio di spesa pubblica annuale che da solo vale quanto una piccola manovra.</p>
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		<title>ANDARE A VOTARE PERCHE’ E’ FINITO IL MALTEMPO ?</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 06:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Vaglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Le votazioni per il ballottaggio si svolgeranno   lunedì 13, martedì 14, mercoledì 15, giovedì 16 febbraio ore 8,30/13,30 ANDARE A VOTARE PERCHE’ E’ FINITO IL MALTEMPO ? NO… VOTARE PERCHE’ IL MALTEMPO FINISCA ! Proprio così… il periodo appena <a class="read_more" href="http://www.lalistamaurovaglio.it/articoli/andare-a-votare-perche%e2%80%99-e%e2%80%99-finito-il-maltempo/">continua a leggere...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><span style="color: #ff0000; font-size: large;">Le votazioni per il ballottaggio si svolgeranno</span></strong></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><strong><span style="color: #ff0000; font-size: large;">lunedì 13, martedì 14, mercoledì 15, giovedì 16 febbraio ore 8,30/13,30</span></strong></p>
<p align="center"><em><strong><span style="text-decoration: underline;">ANDARE A VOTARE PERCHE’ E’ FINITO IL MALTEMPO ?</span></strong></em></p>
<p align="center"><em><strong><span style="text-decoration: underline;">NO… VOTARE PERCHE’ IL MALTEMPO FINISCA !</span></strong></em></p>
<p>Proprio così… il periodo appena trascorso ha visto piovere sull’Avvocatura i più devastanti provvedimenti che stando minando le stesse fondamenta della nostra Professione, senza che ad essi sia stata opposta una incisiva resistenza da parte di chi avrebbe dovuto farlo istituzionalmente.</p>
<p>Ora il maltempo che si è abbattuto sull’Avvocatura deve finire e Mauro Vaglio ha bisogno di una squadra coesa per poter agire con la determinazione necessaria. L’unità dell’Avvocatura comincia da Roma e sarà estesa a tutti i Colleghi d’Italia per incidere finalmente sulla politica nazionale.</p>
<p>Da lunedì 13 febbraio a giovedì 16 febbraio ore 8,30/13,30 vieni a votare… <em><strong><span style="text-decoration: underline;">PERCHE’ IL MALTEMPO FINISCA</span></strong></em><em><strong>.</strong></em></p>
<p align="center"><strong><span style="color: #ff0000; font-size: large;">Mancano 14 nomi per Mauro Vaglio Presidente.</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="color: #ff0000; font-size: large;">Voltali TUTTI</span></strong></p>
<p align="center"><strong>Riccardo Bolognesi</strong></p>
<p align="center"><strong>Fabrizio Bruni</strong></p>
<p align="center"><strong>Antonio Caiafa</strong></p>
<p align="center"><strong>Alessandro Cassiani</strong></p>
<p align="center"><strong>Donatella Cerè</strong></p>
<p align="center"><strong>Pietro Di Tosto</strong></p>
<p align="center"><strong>Antonino Galletti</strong></p>
<p align="center"><strong>Carlo Giacchetti</strong></p>
<p align="center"><strong>Mauro Mazzoni</strong></p>
<p align="center"><strong>Aldo Minghelli</strong></p>
<p align="center"><strong>Roberto Nicodemi</strong></p>
<p align="center"><strong>Matteo Santini</strong></p>
<p align="center"><strong>Mario Scialla</strong></p>
<p align="center"><strong>Isabella Maria Stoppani</strong></p>
<p align="center"><strong>Mauro Vaglio</strong> è stato già eletto al primo turno con 4.248 voti ed <strong>il suo nome non dovrà essere scritto sulla scheda elettorale</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p><object style="width: 640px; height: 390px;" width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/L9rlsdPgwrY?version=3&amp;feature=player_embedded" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed style="width: 640px; height: 390px;" width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/L9rlsdPgwrY?version=3&amp;feature=player_embedded" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
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		<title>Le novità nella liquidazione dei danni materiali nella r.c.a.</title>
		<link>http://www.lalistamaurovaglio.it/articoli/le-novita-nella-liquidazione-dei-danni-materiali-nella-r-c-a/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 06:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Nicodemi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[“ LE ULTIME NOVITA’ NELLA R.C.A. ” Le ultime novità legislative hanno interessato anche il settore assicurativo, intervenendo sia sul funzionamento della procedura della liquidazione dei danni materiali che nella prevenzione e contrasto dei fenomeni fraudolenti nel settore r.c.a. Nei <a class="read_more" href="http://www.lalistamaurovaglio.it/articoli/le-novita-nella-liquidazione-dei-danni-materiali-nella-r-c-a/">continua a leggere...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">“ LE ULTIME NOVITA’ NELLA R.C.A. ”</p>
<p>Le ultime novità legislative hanno interessato anche il settore assicurativo, intervenendo sia sul funzionamento della procedura della liquidazione dei danni materiali che nella prevenzione e contrasto dei fenomeni fraudolenti nel settore r.c.a. Nei tanti convegni organizzati con Mauro Vaglio e Pietro Di Tosto, l’aggiornamento legislativo e giurisprudenziale è sempre stato al primo posto; ed è per questo che, confrontandomi anche con i colleghi Bolognesi, Bruni, Caiafa, Cerè, Galletti, Mazzoni, Santini e Stoppani, ho cercato di indicare le future novità ed i possibili cambiamenti nell’ambito professionale. Ho anche approfondito gli aspetti penalistici con i colleghi Cassiani, Giacchetti, Minghelli e Scialla, che, però, saranno oggetto di altre future pubblicazioni. Gli articoli di riferimento sono quelli che vanno dal 29 al 33 del D.L. 01 del 24/01/2012 (pubblicato sulla G.U. del 24/01/12 ed ai sensi dell’art. 98, è entrato in vigore lo stesso giorno) e potrebbero comunque essere oggetto di variazione, per i numerosi emendamenti proposti nella fase di conversione del provvedimento.<br />
1. MESSA A DISPOSIZIONE DEL VEICOLO PER 5 GIORNI. Nella procedura di liquidazione dei danni materiali, l’articolo 32, 3° comma, ha introdotto l’obbligo, per il danneggiato, di mettere a disposizione della compagnia di assicurazione, per almeno 5 giorni non festivi, dalla ricezione della richiesta danni, il veicolo incidentato. Solo successivamente a tale termine sarà possibile far eseguire le riparazioni del mezzo. Nel caso in cui la riparazione dovesse avvenire prima del termine di perizia suindicato, dovrà essere prodotta fattura, che sarà poi valutata dalla compagnia di assicurazione in sede di liquidazione. Le compagnie di assicurazione, inoltre, dovranno procedere al risarcimento del danno anche in mancanza di riparazione del veicolo.<br />
2. RISARCIMENTO IN FORMA SPECIFICA: Il 2° comma dell’art. 29, introduce inoltre la possibilità per le compagnie assicurative di offrire il risarcimento in forma specifica (compiuto dalla carrozzeria indicata dalla compagnia di assicurazioni) in luogo del risarcimento pecuniario. In tal caso, se il risarcimento è accompagnato da idonea garanzia sulle riparazioni, di validità non inferiore ai due anni, il risarcimento pecuniario è ridotto del 30%. Sebbene la finalità di ottenere una riduzione dei premi assicurativi, con il controllo dei costi di riparazione possa essere condivisa, non ci si deve dimenticare della normativa del codice civile.<br />
Pertanto, tale meccanismo potrà operare solo se previsto da un vincolo contrattuale, nel quale il consumatore, a fronte della rinuncia al risarcimento pecuniario, a favore di un risarcimento in forma specifica, abbia ottenuto uno sconto sul premio assicurativo pagato. Questo provvedimento normativo ripropone, come contenuto, l’art. 14 del D.P.R. 254 del 2006.<br />
3. NUOVI CRITERI PER COSTI E FRANCHIGIE: L’art. 29, al 1° comma, al fine di incentivare l’efficienza produttiva delle imprese, che permetta il controllo dei costi dei risarcimenti e l’attività di individuazione delle frodi, introduce nuovi criteri per il funzionamento del sistema del risarcimento diretto. Viene, pertanto, previsto che si riunisca al più presto il Comitato tecnico, istituito ai sensi dell’art. 13 del D.P.R. 18 LUGLIO 2006, N. 254, con D.M. 19 DICEMBRE 2006, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per modificare in tal senso i criteri che hanno sino ad ora regolamentato la “stanza di compensazione”. Questo provvedimento mira ad una riduzione del costo medio del sinistro, con conseguente riduzione dei premi assicurativi a favore dei consumatori.<br />
4.ISPEZIONE DEL VEICOLO E SCATOLA NERA: L’articolo 32, al primo comma, prevede la possibilità per gli assicurati di ottenere uno sconto sulla tariffa della polizza assicurativa nel caso in cui accettino l’ispezione del veicolo, prima della stipula del contratto, ovvero acconsentano all’installazione di meccanismi elettronici che registrino l’attività del veicolo.<br />
5. ATTESTAZIONE SULLO “STATO DEL RISCHIO”: Il 2° comma dell’art.32 prevede che l’attestazione dello “stato di rischio” dovrà essere trasmessa anche in via telematica e dovrà contenere, in caso di sinistro, le indicazioni sul tipo di danno liquidato.<br />
6.CONTRASSEGNI CONTRAFFATTI E MANCATA COPERTURA:L’articolo 31, prevede la progressiva “de materializzazione” dei contrassegni e la sostituzione od integrazione degli stessi con sistemi elettronici o telematici, anche in collegamento con banche dati e si prevede l’utilizzo, ai fini dei relativi controlli, dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo e rilevamento a distanza delle violazioni delle norme del codice della strada. Il nuovo sistema sarà attuato con regolamento, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legge, del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti l’ISVAP e, per i profili di tutela della riservatezza, il Garante per la protezione dei dati personali. E’ inoltre previsto il censimento dei veicoli non coperti da assicurazione r.c. auto, al fine di intervenire nei confronti dei relativi proprietari.<br />
7.REPRESSIONE DELLE FRODI: L’articolo 30, introduce per le imprese di assicurazione l’obbligo di trasmettere annualmente all’ISVAP una relazione contenente dettagliate informazioni connesse alle frodi nel settore dei sinistri. Tale relazione dovrà contenere informazioni sul numero dei sinistri per i quali la compagnia ha ritenuto di svolgere approfondimenti in relazione al rischio di frodi, il numero delle querele o denunce presentate all&#8217;autorità giudiziaria, l&#8217;esito dei conseguenti procedimenti penali, nonché sulle misure organizzative interne adottate per contrastare i fenomeni fraudolenti. Inoltre, le imprese assicurative, dovranno pubblicare sui propri siti internet una stima circa la riduzione degli oneri per i sinistri conseguente alla attività di controllo e repressione delle frodi autonomamente svolta. Sarà necessario, da parte dell’Isvap la redazione di un regolamento attuativo che faciliti l’applicazione di tale novità legislativa.<br />
8. FALSE PERIZIE AUTO: L’art.33 prevedeche ai periti assicurativi che accertano e stimano falsamente danni a cose conseguenti a sinistri stradali da cui derivi il risarcimento a carico della società assicuratrice, si applichino le disposizioni di cui al comma 1, dell&#8217;articolo 55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.<br />
9. RIFIUTO OFFERTA PER EVITARE FENOMENI FRAUDOLENTI: E’ consentito, infine, all’impresa assicuratrice di non procedere all’offerta di risarcimento qualora emergano dalla “banca dati sinistri” almeno due parametri di significatività, individuati dall’ISVAP, con riferimento ai soggetti od ai veicoli, indicativi di possibili fenomeni fraudolenti. E’ previsto che l’impresa motivi tale decisione con la necessità di condurre ulteriori approfondimenti in relazione al sinistro. La relativa comunicazione è trasmessa dall’impresa al danneggiato e all’ISVAP, al quale è anche trasmessa la documentazione relativa alle analisi condotte sul sinistro. Entro trenta giorni dalla comunicazione della predetta decisione, l’impresa dovrà comunicare al danneggiato le sue determinazioni conclusive in merito alla richiesta di risarcimento. Restano salvi i diritti del danneggiato ad effettuare l’accesso agli atti relativi al procedimento.</p>
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		<title>SAPETE COS’E’ LO S.B.A.? (ovvero come ottenere dall&#8217;Europa aiuti per i giovani Avvocati)</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 05:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Maria Stoppani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[S.B.A. è Small Business Act, la sintesi della Politica Europea degli aiuti alle Piccole/Medie/Micro Imprese. Nella totale inerzia del nostro Consiglio dell’Ordine in merito, ho cercato di trovare il modo di fornire la soluzione ad almeno uno dei problemi dell’Avvocatura, <a class="read_more" href="http://www.lalistamaurovaglio.it/articoli/sapete-cos%e2%80%99e%e2%80%99-lo-s-b-a-ovvero-come-ottenere-dalleuropa-aiuti-per-i-giovani-avvocati/">continua a leggere...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>S.B.A. è Small Business Act, la sintesi della Politica Europea degli aiuti alle Piccole/Medie/Micro Imprese.<br />
Nella totale inerzia del nostro Consiglio dell’Ordine in merito, ho cercato di trovare il modo di fornire la soluzione ad almeno uno dei problemi dell’Avvocatura, specialmente dei più giovani, quello finanziario, approfondendo il tema della Politica Europea di aiuti alle PMI, verificandone lo stato di attuazione in Italia, la possibilità di accesso, sollecitata dall’amico Prof. Avv. Giulio Prosperetti, relatore in un convegno sul tema.<br />
Vi domanderete cosa hanno in comune  Avvocati e  PMI. È necessario partire da un dato di fatto: per l’Europa i Professionisti, anche quelli Intellettuali, sono Imprese, ovviamente con regole proprie ben diverse da quelle di mercato.<br />
In particolare per gli Avvocati, infatti, l’Europa continua a riconoscere, quali elementi essenziali dell’esercizio della Professione, l’AUTONOMIA, la PERSONALITÀ, la FIDUCIA, la SEGRETEZZA.<br />
Non bisogna quindi avere paura di ribadire che, nella ripartizione fra i tipi di attività economica, gli Avvocati ormai vengono considerati imprenditori. Appartengono quindi alla categoria delle PMI, generalmente piccole o microimprese (che possono essere anche individuali).<br />
L’Italia ha già dato attuazione alle prescrizioni Europee in merito, grazie anche alla spinta del Commissario Europeo, On. Antonio Tajani, ed ha nominato, prima in Europa, Mr. PMI Italia. Mi sono chiesta come mai in un periodo di profonda crisi per i Professionisti, ed in particolare dei più giovani, non si sia studiata la possibilità di consentire loro l’accesso agli aiuti previsti, soprattutto relativamente al credito ed ai finanziamenti.<br />
Devo a questo punto ringraziare la collega e carissima amica parigina Béatrice Ghelber, Vicepresidente della Cassa Forense Francese, il Collega e caro amico Aldo Minghelli e, con particolare affetto, i tre giovani colleghi, Avv.ti  Alessia Guerra, Fabiana Canale e Roberto Maria Meola, che hanno sacrificato tempo libero ed energie per approfondire l’argomento.<br />
Abbiamo verificato che nulla osta alla richiesta, anche da parte degli Avvocati, di tali aiuti, sia in caso di Studi individuali sia in caso di Studi associati.<br />
Stiamo pertanto predisponendo i moduli che dovranno essere presentati per la richiesta, pronti a ricorrere all’Antitrust o ad esperire i rimedi Europei in caso di diniego.<br />
Ovviamente la materia sarà oggetto di apposito convegno, dove verranno meglio illustrate normative, tipologie, finalità e intermediazione, tenuto conto che ad oggi della gestione di questo settore si è occupata unicamente Confindustria, la quale, molto probabilmente, ne estenderà il campo di applicazione anche alle Professioni Intellettuali ed, in particolare, all’Avvocatura, una volta create apposite società di capitali, sostenendo, ovviamente, che solo in quanto società gli Studi professionali possono essere ammessi agli aiuti…<br />
Perché ne scrivo solo oggi?<br />
Perché sono appena rientrata da Bruxelles, dove ho partecipato, quale Segretario Generale di A.L.P.E. Europe, alla presentazione in Commissione Europea – D.G. Mercato Interno e Servizi, della proposta definitiva della C.E. di Modernizzazione della Direttiva Qualifiche Professionali; in tale occasione, parlando con Jurgen Tiedje,  Chef d’Unité Libera Circolazione delle Professioni e responsabile della Modernizzazione, ho avuto conferma di tale possibilità, così come del fatto che in Europa non si sappia nulla di ciò che in Italia viene contrabbandato come imposto dall’Europa stessa in tema di liberalizzazioni, sia nel senso che l’Europa vuole solo garantire la libera circolazione e il diritto di stabilimento dei professionisti intellettuali di ciascuno dei 27 Stati in tutti gli altri, sia nel senso che hanno saputo dall’Italia che le “liberalizzazioni” italiane vengono presentate come “riforme strutturali”…<br />
Perché non si è informata l’Europa di quella che è la realtà anche numerica degli Avvocati italiani? Perché non si sono informati gli Avvocati italiani di quello che in realtà vuole l’Europa?<br />
Mi auguro che il futuro Consiglio dell’Ordine di Roma si faccia finalmente promotore di questa campagna di informazione, assolutamente necessaria ed assolutamente improcrastinabile.</p>
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		<title>Specializzazioni o speculazioni ?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 21:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Giacchetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ di pochi giorni fa la notizia che è stato presentato appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza resa dal TAR del Lazio che ha dichiarato nullo il regolamento sulle specializzazioni del Consiglio Nazionale Forense. Ovviamente l’appello è stato <a class="read_more" href="http://www.lalistamaurovaglio.it/articoli/931/">continua a leggere...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ di pochi giorni fa la notizia che è stato presentato appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza resa dal TAR del Lazio che ha dichiarato nullo il regolamento sulle specializzazioni del Consiglio Nazionale Forense.<br />
Ovviamente l’appello è stato presentato dalle Associazioni che erano state originariamente designate per svolgere i corsi per le specializzazioni; corsi – di sicuro – a pagamento.<br />
In estrema sintesi, il TAR ha statuito che non spettava al CNF la potestà di emettere tale regolamento per mancanza assoluta del relativo potere (è come se la patente di guida venisse, ad esempio, rilasciata da un tabaccaio).<br />
Dover frequentare un corso della durata di duecento ore, e per di più a costi non certo irrisori, è veramente un modo inaccettabile per acquisire il titolo di specialista in una determinata materia. Anzi è evidente l’enorme business che si cela dietro l’obbligatoria frequentazioni dei relativi corsi.<br />
Già sappiamo quanto sia pesante per i Colleghi dover frequentare i corsi di formazione in genere, ma dover spendere dei soldi per ottenere il titolo di specialista non è assolutamente condivisibile.<br />
La sentenza del TAR sulle specializzazioni è di una chiarezza e linearità estrema, ma forse va ad incidere su un business di enorme portata ormai programmato. Lo dimostra l’appello presentato proprio dalle associazioni che avrebbero dovuto svolgere i corsi (a pagamento).<br />
Non bisogna oltretutto dimenticare che il regolamento predisposto dal CNF, avrebbe pregiudicato notevolmente i giovani Colleghi, impossibilitati ad accedere alla specializzazione prima di aver svolto sei anni di professione, di fatto reintroducendo la differenziazione tra Avvocati e Procuratori Legali abolita nel 1997.<br />
Al riguardo è opportuno domandarsi: perché far svolgere dei corsi di una durata così elevata (duecento ore!!), e quindi a costi non certo esigui, quando si potrebbe acquisire il titolo di specialista in ben altri modi?<br />
Ad esempio, costituirebbe sicuramente un metodo molto più appropriato verificare il tipo di cause che ogni Collega assiste per accertarsi sia effettivamente specialista in diritto civile, ed in quale sua branca, o in diritto penale, fallimentare, ecc. Oppure far scegliere la specializzazione fin dagli studi Universitari.<br />
Ed a tutti quei Colleghi che sono assertori della necessità della specializzazione ricordo solamente questo: nel campo civilistico i vari Torrente, Chiovenda, Satta, Messineo, in quello penale i vari De Marsico, Carnelutti, Antolisei, Cassinelli, avrebbero avuto bisogno di frequentare i tanto acclamati corsi di specializzazione oppure l’eccellenza delle loro menti li avrebbe indicati di per sé quali specialisti?<br />
Auguriamoci che specializzazioni non stia a significare speculazioni.<br />
Un&#8217;ultima annotazione personale, da Avvocato: ritengo assurdo che sia stato necessario rivolgerci al Tar del Lazio anche per far rispettare la Legge relativa all’orario di apertura delle Cancelleria e Segreterie al pubblico (cinque ore), ma sicuramente è inconcepibile il fatto che alcuni colleghi si siano costituiti nel relativo giudizio con un intervento ad opponendum . Se una Legge è vigente deve essere rispettata da tutti, anche se invisa a certi magistrati, proprio perché noi crediamo in ciò che è scritto in tutte le aule dei nostri Tribunale: “ LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”.</p>
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		<title>LE TARIFFE FORENSI TRA PREVENTIVO, ASSUNZIONE DELL’INCARICO E LIQUIDAZIONE DEL COMPENSO</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 06:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Nicodemi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il contenuto delle ultime disposizioni normative ha ulteriormente aggravato l’esercizio della professione forense, introducendo elementi di grave incertezza nell’ordinamento giuridico e creando un vuoto normativo quanto alla liquidazione di onorari e spese nei procedimenti pendenti ed in quelli instaurati dopo <a class="read_more" href="http://www.lalistamaurovaglio.it/articoli/le-tariffe-forensi-tra-preventivo-assunzione-dell%e2%80%99incarico-e-liquidazione-del-compenso/">continua a leggere...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il contenuto delle ultime disposizioni normative ha ulteriormente aggravato l’esercizio della professione forense</strong>, introducendo elementi di grave incertezza nell’ordinamento giuridico e creando un vuoto normativo quanto alla liquidazione di onorari e spese nei procedimenti pendenti ed in quelli instaurati dopo il 24 gennaio 2012. Sebbene tale situazione sia stata immediatamente denunciata dal nostro organismo di rappresentanza politica (vedi sito www.oua.it) e siano in corso degli interventi diretti a far modificare, in sede di conversione, il decreto 1/2012 (CRESCI-ITALIA), mi è sembrato opportuno riportare alcune indicazioni interpretative utili a superare l’attuale situazione di stallo. Partendo da un veloce commento del contenuto della norma, ho poi analizzato alcuni aspetti salienti della questione relativa alle tariffe forensi, nella convinzione che tutto ciò possa aiutare tutti i colleghi nel lavoro quotidiano.<br />
<strong>TESTO NORMATIVO DI RIFERIMENTO</strong>: L’ art. 9 del decreto legge n°1 del 24 gennaio 2012 ha come finalità quella di abrogare le tariffe forensi. Prevede che il futuro compenso, liquidato in sede processuale per l’attività giudiziale, sarà determinato facendo riferimento ad una tabella che dovrà essere emanata dal Ministro vigilante. Tale tabella non potrà costituire la base per la pattuizione del compenso tra professionista e cliente, pena la nullità della relativa clausola ai sensi dell’art.36 del codice del consumo. L’avvocato dovrà pattuire per iscritto, al momento del conferimento dell’incarico professionale, il compenso per le prestazioni da svolgere. Inoltre, dovrà informare l’assistito del “grado di complessità dell’incarico” nonché di ogni eventuale onere. Si dovrà premurare di indicare gli estremi della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. Infine, il preventivo scritto, relativo al compenso, dovrà essere redatto solo su richiesta dell’assistito e dovrà essere adeguato all’importanza dell’opera da prestare ed essere omnicomprensivo. Eventuali violazioni in tal senso determineranno una responsabilità disciplinare. Per il tirocinio viene stabilito un periodo di 18 mesi di cui 6 mesi nell’ambito universitario.<br />
<strong>1. ENTRATA IN VIGORE DECRETO</strong>: Il decreto-legge n. 1 del 2012 è entrato in vigore il 24 gennaio 2012.<br />
<strong>2. SOPPRESSIONE TARIFFE FORENSI</strong>: Le tariffe professionali, in relazione alle quali il decreto-legge 4 luglio 2006 n. 223 aveva disposto l’abrogazione dell’inderogabilità dei minimi, ora sono soppresse anche come semplice riferimento.<br />
<strong>3. PREVENTIVO</strong>: Ove il cliente ne faccia richiesta, la misura del compenso deve essere fornita in forma scritta. Il preventivo, qualora reso in forma scritta e sottoscritto dal cliente per accettazione, può costituire la base del contratto di prestazione d’opera professionale. Sia il contratto sia il preventivo possono contenere, in specie per le prestazioni giudiziali, solo valori di massima, cioè prevedibili secondo la diligenza professionale, al momento dell’affidamento dell’incarico. Non appare dunque esigibile lo stesso grado di analiticità del preventivo (e del contratto) in tutti i casi. Si potrà anche fare ricorso a previsioni alternative secondo l’evoluzione dell’incarico e a clausole di rinegoziazione.<br />
<strong>4. ACCORDO SCRITTO TRA AVVOCATO ED ASSISTITO</strong>: L’accordo tra avvocato e cliente deve essere scritto, con forma ad substantiam, e il compenso deve essere commisurato al «grado di complessità dell’incarico» (art. 9, co. 3 d.l. 1/2012), «all’importanza dell’opera e al decoro della professione» (art. 2233, co. 2 cod. civ.). Anche le parti potranno fare riferimento ai parametri giudiziali per determinare il compenso – una volta che saranno approvati e pubblicati dal ministero vigilante – a meno che il cliente non sia un consumatore o una microimpresa.<br />
<strong>5. ACCORDO TRA AVVOCATO E CONSUMATORE O MICROIMPRESA</strong>: Nel caso in cui il cliente sia un consumatore o una microimpresa è fatto divieto, pena la nullità, di fare impiego dei parametri. La nullità riguarda solo la clausola relativa alla determinazione del compenso, è “di protezione”, invocabile solo dal cliente, e produce gli effetti di cui all’art. 36 del codice del consumo (d.lgs. 6.9.2005, n. 206).<br />
<strong>6. MODELLI DA UTILIZZARE PER ACCORDI SUL COMPENSO AL PROFESSIONISTA</strong>: Al fine di evitare commistioni, conviene utilizzare due modelli diversi di contratto di prestazione d’opera professionale: uno per i consumatori e le microimprese, l’altro per i soggetti rivestenti un diverso status. In questo secondo caso, sono ammessi diversi criteri di valutazione del compenso, compresi i parametri giudiziali.<br />
<strong>7. COMPENSO ADEGUATO, COMPLESSITA’ INCARICO E POLIZZA ASSICURATIVA</strong>: In tutti i casi, la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e contenere le voci di costo (che potranno essere anche diverse da quelle già previste nelle tariffe) comprensive di spese, oneri e contributi. L’avvocato è tenuto a rendere noto al cliente la complessità dell’incarico, a comunicare i dati della polizza assicurativa per i danni eventualmente provocati nell’ esercizio dell’attività professionale ed a fornire le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento dell’incarico al suo compimento. Poiché per l’attività giudiziale appare impossibile ipotizzare tutte le vicende processuali che si possono verificare, appare utile inserire nel contratto una clausola di salvaguardia che faccia salve circostanze non previste o non prevedibili dalle parti, che implicano una integrazione del compenso sulla base di una nuova negoziazione<br />
<strong>8. DETERMINAZIONE ACCORDO SUL COMPENSO</strong>: Nell’ambito del compenso si può prevedere il palmario, il patto di quota lite , una somma à forfait oppure una quantificazione oraria.<br />
<strong>9. ILLECITO DISCIPLINARE</strong>: L’inosservanza delle prescrizioni del terzo comma dell’art. 9 (indicazione complessità incarico, costo completo di ogni onere e polizza assicurativa) costituisce illecito disciplinare.<br />
<strong>10. APPLICAZIONE DELLE NUOVE DISPOSIZIONI</strong>: In conformità al principio tempus regit actum le nuove disposizioni non riguardano i rapporti già in essere, in quanto sorti anteriormente al 24 gennaio 2012.<br />
<strong>11. LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE DEL COMPENSO PER L’AVVOCATO</strong>: In attesa che il Ministero della giustizia elabori i parametri necessari alla liquidazione giudiziale del compenso dell’avvocato, per evitare una non altrimenti colmabile lacuna del sistema, appare opportuno il riferimento alla previgente disciplina tariffaria. Questa soluzione è altresì confortata dal fatto che, restando in vigore l’art. 2233 cod. civ. che, oltre alle tariffe fa riferimento agli usi, nel concordare il compenso le parti possono fare riferimento a quanto normalmente praticato fino ad oggi. Il giudice, sia in sede di regolamento delle spese ex art. 91 c.p.c., sia in sede di contrasto tra le parti in relazione alla determinazione del corrispettivo dovuto al professionista per l’attività svolta, potrà dunque liquidare il compenso utilizzando le tariffe, giacché allo stato non sono stati pubblicati i parametri e il giudice non può astenersi dal giudicare.<br />
<strong>12. PARERI DI CONGRUITA’ DEI COMPENSI</strong>: E’ da ritenere che permanga in capo ai COA il potere di rendere i pareri circa la congruità dei compensi, risultando tuttora vigente la previsione dell’art. 14 del r.d.l. n. 1578/1933 e comunque in considerazione di quanto dispongono gli artt. 2233 cod. civ. e 636 cod. proc. civ.<br />
<strong>13. REDAZIONE NOTA SPESE DECRETI INGIUNTIVI E CAUSE IN DECISIONE</strong>: La richiesta di decreti ingiuntivi e l’assegnazione delle cause in decisione potrà essere accompagnata dall’allegazione di note di proposta del compenso da liquidarsi ad opera del giudice, redatte sulla base delle tariffe quanto all’attività precedente il 24 gennaio 2012 e con indicativo riferimento alle stesse (quanto meno fino all’adozione dei parametri di cui sopra) per il periodo successivo.<br />
<strong><br />
SONO IN PREPARAZIONE DEI FAC-SIMILI DI CONFERIMENTO INCARICO E PREVENTIVO. I COLLEGHI CHE NE AVESSERO NECESSITA’ POTRANNO INVIARE UNA MAIL ALL’INDIRIZZO studiolegalenicodemi@libero.it</strong>.</p>
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		<title>LA CASSAZIONE TAGLIA LA “TESTA AL TORO” SULLA QUESTIONE ABOGADOS</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 16:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Santini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ai fini dell’iscrizione nell’elenco degli avvocati Comunitari, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha sancito che è irrilevante la differenza, tra Italia e Spagna, della disciplina per l’abilitazione all’esercizio della professione forense, così come è irrilevante il fatto che <a class="read_more" href="http://www.lalistamaurovaglio.it/articoli/la-cassazione-taglia-la-%e2%80%9ctesta-al-toro%e2%80%9d-sulla-questione-abogados/">continua a leggere...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ai fini dell’iscrizione nell’elenco degli avvocati Comunitari, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha sancito che è irrilevante la differenza, tra Italia e Spagna, della disciplina per l’abilitazione all’esercizio della professione forense, così come è irrilevante il fatto che il soggetto non ha dimostrato il conseguimento, in Spagna, di uno specifico titolo abilitante né un’esperienza professionale.</p>
<p>In ossequio al diritto alla libera circolazione dei servizi in ambito Europeo ed alla libertà di stabilimento, il Consiglio dell’Ordine dovrà pertanto provvedere all’iscrizione dell’avvocato che abbia conseguito in Spagna il titolo di Abogado.</p>
<p>Il procedimento di stabilimento ed integrazione (di cui al decreto legislativo 96/2001), prevede che il soggetto munito di equivalente titolo professionale di un altro Paese membro possa richiedere l&#8217;iscrizione nella Sezione speciale dell&#8217;Albo del foro nel quale intende eleggere domicilio professionale in Italia, utilizzando il titolo di “abogado” e, dopo un periodo di 3 anni di esercizio continuo delle attività forense in Italia, è legittimato ad essere integrato con il titolo di avvocato italiano.</p>
<p>Con la sentenza 22 dicembre 2011 n. 28340, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha sancito &#8220;l&#8217;illegittimità di ogni ostacolo frapposto, al di fuori delle previsioni dalla normativa comunitaria, al riconoscimento, nello Stato di appartenenza, del titolo professionale ottenuto dal soggetto interessato in altro Stato membro in base all&#8217;omologazione”.</p>
<p>La Corte di cassazione, pertanto, esclude qualunque possibilità, sia per gli Ordini professionali sia per il Consiglio nazionale forense, di derogare a quanto previsto dalle norme comunitarie e in particolare dalle direttive n. 98/5/Ce e n. 5/36/Ce, in merito all’esercizio della professione.</p>
<p>Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma è quindi tenuto ad applicare la normativa vigente (Europa e Nazionale) ed uniformarsi alla pronunzia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite e così continuerà a fare.</p>
<p>Il nostro candidato Presidente Mauro Vaglio, già eletto al primo turno con un suffragio quasi unanime (4.248 voti su 7.327 votanti), ha espressamente dichiarato che il Consiglio dell&#8217;Ordine è tenuto ad attenersi a tale normativa e che costituiscono fantasie elettorali dei nostri avversari le ventilate ipotesi di cancellazione dall&#8217;Albo degli Avvocati stabili.</p>
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		<title>Falsità sul futuro dei difensori d&#8217;ufficio</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 12:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Scialla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentile Collega, chi doveva occuparsi delle difese di ufficio, adempiendo ad un compito istituzionale, si accorge solo oggi, nel bel mezzo delle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell&#8217;Ordine, che qualche problema deve essere sorto. Attribuisce, poi, ad un non <a class="read_more" href="http://www.lalistamaurovaglio.it/articoli/falsita-sul-futuro-dei-difensori-dufficio/">continua a leggere...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Collega,<br />
chi doveva occuparsi delle difese di ufficio, adempiendo ad un compito istituzionale, si accorge solo oggi, nel bel mezzo delle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell&#8217;Ordine, che qualche problema deve essere sorto.<br />
Attribuisce, poi, ad un non meglio precisato gruppo di avvocati, una serie di propositi assolutamente non veritieri (abolizione della formazione? avvocato burattino nelle mani dei magistrati?) prospettando calamità infondate e chiedendo un aiuto elettorale.<br />
Credo che i numerosi difensori di ufficio, che hanno espresso con il voto la loro opinione, hanno semplicemente preso atto che un sistema che funzionava, sicuramente migliorabile, ma che funzionava, è stato immotivatamente distrutto senza creare una valida alternativa.<br />
L’unica verità è che un&#8217;organizzazione efficiente che doveva controllare e facilitare l&#8217;attività dei colleghi, non certo rendendoli burattini in mano ai giudici ma consentendo al contrario, da anni, l&#8217;esplicazione ordinata di un servizio, è stata smantellata per essere sostituita dall&#8217;attività di una società privata che ha determinato solo problemi.<br />
In nome di un principio corretto, quello dell&#8217;effettività della difesa, si è ottenuto un risultato esattamente opposto: quello dell&#8217;assenza del difensore di ufficio competente e tecnico che voleva la riforma tant’è che oggi, in aula, nessuno più si cura del difensore di ufficio.<br />
Non sono bastate ottocento firme, raccolte un anno e mezzo fa e che preconizzavano il fallimento dell&#8217;iniziativa, a far cambiare idea.<br />
Tra i giovani difensori di ufficio di oggi ci sono già tanti bravi avvocati.<br />
Alcuni di essi, se adeguatamente supportati e messi in condizione di esercitare il loro ufficio, diverranno brillanti avvocati e terranno alta la nostra reputazione all&#8217;interno della società.<br />
All&#8217;Ordine spetta il compito di facilitare il loro percorso, creare le condizioni idonee per difendere il cittadino, eliminare l’assenteismo e consentire così ai migliori di emergere anche individuando, all’interno di un un elenco infinito, coloro i quali, per i più svariati motivi, non sono più in grado di svolgere appieno la loro delicata funzione.<br />
Siamo noi a dover aiutare i difensori di ufficio, non chiedere, incredibilmente, il loro sostegno. Proprio su di noi oggi, avvocati meno giovani, incombe l’obbligo morale di fornire il nostro contributo, così come lo abbiamo ricevuto dai nostri predecessori.</p>
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		<title>Che la neve seppellisca un modo vetusto di fare politica forense !</title>
		<link>http://www.lalistamaurovaglio.it/articoli/che-la-neve-seppellisca-un-modo-vetusto-di-fare-politica-forense/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 07:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Santini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Un fitta coltre di neve ha imbiancato Roma e con essa tutta la vecchia classe politica che non è stata in grado sino ad oggi di risollevare le sorti della categoria forense. Il desiderio di rinnovamento radicale che si respirava <a class="read_more" href="http://www.lalistamaurovaglio.it/articoli/che-la-neve-seppellisca-un-modo-vetusto-di-fare-politica-forense/">continua a leggere...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un fitta coltre di neve ha imbiancato Roma e con essa tutta la vecchia classe politica che non è stata in grado sino ad oggi di risollevare le sorti della categoria forense.<br />
Il desiderio di rinnovamento radicale che si respirava nell’aria già da qualche tempo si è tradotto in un consenso plebiscitario al primo turno elettorale a favore della lista MAURO VAGLIO PRESIDENTE nel corso delle elezioni per il rinnovo del consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma.<br />
Storicamente e statisticamente solo i candidati che si sono classificati tra i primi 18 / 19 al primo turno hanno possibilità di essere eletti all’esito del ballottaggio e tutti i componenti della lista di cui mi onoro di far parte sono arrivati entro il 18° posto, anzi addirittura 13 tra i primi 15.<br />
Da sabato 4 a martedì 7 febbraio si sarebbe dovuto votare per il ballottaggio, ma la neve ha costretto a rinviare la consultazione elettorale. Nelle prossime ore si saprà se la votazione avrà inizio lunedì oppure se sarà spostata direttamente a sabato prossimo.<br />
Più che di rinnovo dell’Ordine sarebbe forse più appropriato parlare di rinnovamento.<br />
La nostra idea di politica forense si fonda essenzialmente sulla tutela e sul rispetto di tutti i colleghi (anche di quelli che la pensano diversamente da noi).<br />
Il Consiglio dell’Ordine non dovrà mai essere un “governante” che strizza l’occhio ai poteri forti, bensì un rappresentante ed un portavoce della volontà di tutta la categoria.<br />
Non ci appartiene la politica delle polemiche; il tempo sprecato in inutili diatribe o in odiosi attacchi personali deve essere invece impiegato positivamente per costruire insieme una categoria forte in grado di presentarsi anche dinnanzi alle Istituzioni come un interlocutore forte ed essenziale.<br />
Le nostre divisioni interne, i nostri personalismi hanno negli anni indebolito la categoria divenuta facile bersaglio dei media, dei poteri forti e della politica che, approfittando della nostra poca coesione, hanno inferto all’avvocatura colpi quasi mortali, accusandoci peraltro di essere una casta.<br />
Liberalizzazioni, aumento sconsiderato del contributo unificato, obbligo di preventivo, abolizione delle tariffe, possibilità per le società di capitali di investire negli studi professionali, lungi dal rappresentare una via di uscita dalla crisi economica, hanno messo in ginocchio una categoria già tanto martoriata.<br />
Una campagna mediatica distorta ha dipinto le liberalizzazioni come un’opportunità per i giovani avvocati, senza considerare il fatto che già senza le liberalizzazioni eravamo a Roma in 23.000 avvocati con un rapporto di un avvocato ogni 200 cittadini. Come non comprendere che l’offerta al ribasso delle prestazioni professionali non fa altro che svilire e pregiudicare la qualità del servizio offerto ?!<br />
E allora auspico che questa fitta nevicata seppellisca un modo vetusto di fare politica e che ne nasca una primavera di colleghi non arroganti ma volenterosi, i quali si rimbocchino le maniche per difendere non solo la categoria forense ma la giustizia in genere.</p>
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